giovedì 2 febbraio 2012

Damned (Dannazione)


È l'ultima fatica di Palahniuk. Pubblicato nel 2011 ,come spesso accade per i libri di questo scrittore, non è stato esente da critiche. Il motivo è semplice: tratta un tema scomodo per i credenti(e ovviamente la chiesa),ribaltando  i capisaldi della religione inquadrandola in un contesto sociale più che mistico e trascendente. Arriva a descrivere,nel corso del romanzo, la nascita delle religioni moderne come il frutto di guerre e cambiamenti sociali e anche la nascita di nuovi imperi e colonie ha dato il là alla comparsa di nuove religioni e nuovi Dei. In pratica ogni volta che un popolo si è affermato su un altro,gli Dei,le credenze e i miti del popolo vinto,vengono rimpiazzati da quelli del popolo vincitore. Ai poveri Dei decaduti è riservato un posto all'inferno come guardiani o addirittura come contabili. Il cristianesimo non ne è esente. Nella storia del cristianesimo ci sono state situazioni simili che hanno favorito l'espansione di questa religione piuttosto che di altre. L'esempio più importante è quello di Satana,antico Dio caduto in disgrazia. Ed è proprio Satana ,insieme a Madison,ad essere il personaggio principale del romanzo. Madison è una ragazza di 13 anni,morta e si trova all'inferno. Il motivo della sua discesa negli inferi è l'aver fumato una canna. Ovviamente,trattandosi di Palahniuk, nulla è come sembra. Tra ricordi ricorrenti della sua vita terrena,la nostra eroina scrive il diario della sua vita negli inferi. Tenterà una vera e propria rivoluzione mettendosi a capo di un piccolo gruppo di morti che,come lei, stanno scontando la loro pena all'inferno. Bassa,grassa e decisamente poco attraente,Madison s'imbatterà anche in personaggi illustri(Hitler al quale strapperà i baffi per esempio)che crecheranno di ostacolarla,o meglio,sarà lei ad andarli a cercare. Non è tutto. Il paragone tra inferno e vita terrena è d'ordine in questo genere di libri e in autori di questo genere. Esporando gli inferi,Madison avrà l'occasione di riflettere molto sulle differenze e sulle similitudini tra questi due mondi:non sempre il migliore è la Terra. O almeno: siamo sicuri che il vero inferno sia nell'aldilà?Dove ogni tipo di ingiustizia è punita e nessuno se ne sbatte delle regole,è possibile che risieda l'inferno? Queste e altre domande sono ricorrenti nel corso del libro anche se non formulate in maniera esplicita. Ancora una volta ricorre il tema dell'ipocrisia e del predominio delle apparenze su tutto il resto specialmente quando Madison ricorda la sua vita terrena al fianco dei genitori(due personaggi di successo, plurimiliardari e Hippy) . Genitori che predicano bene e razzolano male che da una parte lottano per la salvaguardia dell'ambiente e dall'altra si spostano su jet privati e iperinquinanti. Per uno che se li è letti tutti(come il sottoscritto),questo libro di Palahniuk è inconfondibilmente di Palahniuk. Lo stile,la punteggiatura,i termini usati e l'ironia pungente che fa da sfondo,sono riconducibili a lui e solo a lui anche senza il suo nome in copertina. Che dire? Per non svelare troppo della trama concludo dicendo che,nonostante la quantità di libri di Chuck,i colpi di scena non mancano mai,in particolare in questo libro qua. 
Voto 8/10(un punto sugli otto assegnati è dedicato al gran finale)

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